19. Giugno 2026
EMDR: che cos’è e come può aiutare a elaborare le esperienze traumatiche
EMDR: che cos’è e come può aiutare a elaborare le esperienze traumatiche
Quando una persona vive un’esperienza difficile, dolorosa o spaventosa, non sempre ciò che è accaduto riesce a essere elaborato in modo naturale. A volte il ricordo rimane “attivo”: continua a generare emozioni intense, immagini intrusive, sensazioni corporee, paura, vergogna, senso di colpa o convinzioni negative su di sé.
In questi casi, il passato non resta davvero nel passato. Può continuare a influenzare il presente, il modo in cui la persona si sente, reagisce, entra in relazione con gli altri o affronta alcune situazioni della vita quotidiana.
L’EMDR, acronimo di Eye Movement Desensitization and Reprocessing, è un approccio psicoterapeutico strutturato che favorisce l’elaborazione di esperienze traumatiche o emotivamente stressanti. In italiano viene spesso tradotto come desensibilizzazione e rielaborazione attraverso i movimenti oculari, anche se i movimenti oculari rappresentano solo una parte del metodo.
Che cos’è l’EMDR
L’EMDR è una metodologia psicoterapeutica che lavora sui ricordi e sul modo in cui alcune esperienze sono rimaste immagazzinate nella memoria.
Quando un evento viene elaborato in modo adeguato, possiamo ricordarlo senza sentirci travolti. Possiamo sapere che è accaduto, riconoscerne il significato e collocarlo nella nostra storia.
Quando invece un’esperienza resta non elaborata, il ricordo può continuare a essere percepito come se fosse ancora presente. Non si tratta soltanto di “pensarci”: il corpo, le emozioni e le reazioni automatiche possono riattivarsi anche molto tempo dopo l’evento.
L’EMDR aiuta a rielaborare questi ricordi, riducendo l’intensità emotiva collegata all’esperienza e favorendo una maggiore integrazione tra ciò che è accaduto e le risorse attuali della persona.